Umberto Giordano – Foggia, Italy

UMBERTO GIORDANO MONUMENT

Presentation of the project for the Umberto Giordano Monument in Foggia, in Giordano, published by Leone-Foggia and edited by the Comitato Pro Monumento, 1956. 

In presenting the monument to Maestro Umberto Giordano, I would call to mind the second paragraph in the competition specifications: “the artist is left the widest freedom with regard to the architectural, sculptural and pictorial solutions to be adopted. However, the artist is reminded that the work, suitably laid out within an area of greenery, must include a sculpted figure of Maestro Giordano himself, and must be inspired by the art of music and by the spirit which permeates Giordano’s works.” The Foggia committee that drew up these specifications gives in this paragraph a very clear account of the character the monument should have, and my work aims to embody the spirit expected. Given the vast space of Piazza Lanza, subdivided into large flowerbeds, the site available has inspired me with the idea of a sculpture park – something very different to the monuments traditionally raised to the memory of famous men, works which, due to their heavy symbolic rhetoric and fake architectural features, have the air of something out of a cemetery. Completely shorn of architectural components, the work I have designed aims to link the sculptures with the present natural features of the site: trees and palms. The model, to a scale of 1:10, shows the space where the monument will be raised, with the lawn at the back of the space slightly modified to make the site more rectangular. The beds to the edges of the model mark the limit of that site, surrounded by the natural setting provided by the existing trees. At a certain distance from the perimeter – the distance allowing for the creation of a path to be furnished with benches – a new rectangular lawn will be laid (as shown in the model). Around this will be placed seven sculptural groups or individual figures set at a distance from each other. These will represent the Maestro’s most successful operas. From the left, following the figures in the model, these depict: Mese Mariano, Andrea Chénier, Siberia, The King, Fedora and La Cena delle Beffe (The Jesters’ Supper). One must bear in mind, however, that the attitudes and poses in these model figures are only indicative, as these will be worked out and developed in the finished work. As the competition specifications make clear, the Committee was well aware of the futility of wilful modernism in commemorating a figure such as Umberto Giordano. The monument should, in fact, breath the atmosphere of the composer’s own life. It must therefore be imbued with a Romantic spirit; the statues must capture the pathos of the dramas the Maestro felt so deeply himself and then set to music. At the very centre of the piazza, placed on a low pedestal, stands the statue of Giordano, like a living being surrounded by the various evocations of his work.[…] In the study for that portrait statue I aimed to overcome the coldness of photographic portraits; though those provided by the Committee were of fine quality, they still leave an “unknown”, which can only be resolved through consultation with people who actually knew the Maestro. It seems to me best to depict him in old age. What emerges is a living mask, in which the features may be a little contorted but are vibrant with the feeling and sensibility of the Maestro’s operas.

http://foggiaracconta.altervista.org/blog/curiosita/da-piazza-lanza-a-piazza-umberto-giordano/

Marcella
Cena Delle Beffe
Siberia
Mese Mariano

MONUMENTO A UMBERTO GIORDANO

Relazione per il progetto del monumento a Umberto Giordano a Foggia, in Giordano, ed. Leone-Foggia, a cura del Comitato pro Monumento, 1956

Presentando il progetto per il monumento al Maestro Umberto Giordano, richiamo alla memoria il paragrafo dell’art. 2 del bando di concorso: «E lasciata agli artisti la più ampia libertà di soluzioni architettoniche, plastiche e pittoriche; si fa presente tuttavia che 1’opera, convenientemente disposta in una sistemazione a verde, deve riprodurre in sculto la figura del maestro Giordano, ispirarsi all’arte musicale e allo spirito delle opere del Maestro». II Comitato foggiano che compilò il bando definisce in questo capitolo con chiarezza il carattere che dovrà avere il monumento, e la mia opera ambisce alla realizzazione dello spirito richiesto. II vasto terreno di piazza Lanza messo a disposizione, suddiviso in grandi aiuole, mi ispira alla realizzazione di un parco monumentale, divergendo dal tradizionale monumento edificato agli uomini illustri, carichi di elementi architettonici fittizi, simbolici e retorici, di sapore cimiteriale. L’opera da me progettata, spoglia di ogni elemento architettonico, vuole collegare le sculture con la natura esistente in sito: gli alberi e i palmizi. II plastico in scala 1/10 mostra il piazzale dove sarà sistemato il monumento e nel quale 1’aiuola posteriore verrebbe rettificata per rendere piu regolare il rettangolo del piazzale. Le aiuole marginali sul bordo del plastico segnano il limite del piazzale circondato dallo scenario naturale degli alberi esistenti. Ad una certa distanza dal perimetro – in modo da lasciare un sentiero dove verranno sistemate panchine – sarà costruita una nuova aiuola rettangolare segnata su plastico, sui margini della quale, in sette gruppi o statue distanziate 1’una dall’altra, siano rappresentate le opere musicate dal Maestro, che ebbero maggiore successo. Da sinistra guardando i bozzetti sul plastico, sono rappresentate successivamente Mese Mariano, Andrea Chènier, Siberia, II Re, Fedora, La Cena delle beffe (bisogna tener presente che la rappresentazione delle figure e dei gesti di questi bozzetti sono solo indicativi perchè dovranno essere elaborati nell’opera definitiva). Per ricordare un personaggio illustre come Umberto Giordano – per il quale il Comitato ha improntato un bando di concorso conscio della inutilità di modernismi – il monumento dovrà rivivere 1’epoca del musicista e quindi dovrà avere lo spirito romantico, e le statue dovranno rappresentare il pathos dei drammi che il Maestro sentìe musicò; e al centre della piazza, posta su una bassa pedana, come un essere vivente, in mezzo all’evocazione delle sue opere, la statura del Maestro. […] Nello studio del ritratto di Umberto Giordano ho voluto superare la freddezza del ritratto eseguito dalle fotografie le quali, pur essendo buone quelle fornite dal Comitato, rappresentano sempre un’incognita, se non si sente il parere di persone che conobbero il Maestro. Mi è piaciuto rappresentarlo nell’eta senile; ho tratto una maschera vivente, forse dai tratti un po’ contorti, ma vibranti e partecipi della sensibilità dei drammi che il Maestro ha creato.

Marcella
Cena Delle Beffe
Siberia
Mese Mariano

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